Europa: verso un’economia circolare

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Il 2 luglio la Commissione Europea ha presentato nuovi target per la gestione dei rifiuti, in un quadro di norme vincolanti per i Paesi membri che prevedono il graduale passaggio da un’economia di tipo lineare a un’economia circolare.

Se le proposte saranno approvate dal Consiglio e dal Parlamento europeo entro il 2030 potrebbe diventare obbligatorio il riciclaggio del 70 per cento dei rifiuti urbani e dell’80 per cento dei rifiuti di imballaggio (vetro, carta, plastica ecc.) e, a partire dal 2025, anche il divieto di collocare in discarica i rifiuti riciclabili e biodegradabili.

Secondo l’Unione europea il raggiungimento dei nuovi target porterà alla creazione di 580mila nuovi posti di lavoro, oltre che ad evidenti benefici dal punto di vista ambientale.

Invece di estrarre materia prima, usarla una volta e poi gettare via il prodotto quando non funziona o non serve più, nel nuovo modello di economia circolare il riciclo, il riuso e la riparazione diventano la norma, e il rifiuto un retaggio del passato. Questo approccio, che allunga la vita dei prodotti pensandoli già dall’inizio come scomponibili e riutilizzabili, secondo l’Ue è anche competitivo dal punto di vista economico.

Janez Potočnik, commissario per l’Ambiente, presentando gli obiettivi UE sul riciclaggio ha spiegato: «Nel Ventunesimo secolo, caratterizzato da economie emergenti, milioni di consumatori appartenenti alla nuova classe media e mercati interconnessi utilizzano ancora sistemi economici lineari ereditati dal Diciannovesimo secolo. Se vogliamo essere competitivi dobbiamo trarre il massimo dalle nostre risorse, reimmettendole nel ciclo produttivo invece di collocarle in discarica come rifiuti».

QUI le nuove norme approvate dalla Commissione 

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