Cos’è l’economia circolare?

Ripensare, ridisegnare, ridurre, riusare, riciclare, recuperare le risorse. Cominciano tutte per R e sono le azioni che costituiscono il cuore della circular economy, un nuovo approccio al centro del dibattito un po’ in tutto il mondo.

È un modello che si basa sull’imitazione della natura, dove nessun rifiuto resta sprecato, ma viene reintrodotto nel sistema a beneficio di qualcos’altro. Il punto non è quindi solo produrre meno o sprecare meno, ma ripensare l’economia, e quindi la produttività, in modo diverso, più simile a quello dei cicli naturali.

Invece di procedere linearmente, dall’alba della materia prima al tramonto del rifiuto, i prodotti di consumo potrebbero dotarsi di una vita “ciclica” che va ben al di là del comune concetto di riciclaggio. In un mondo sempre più a corto di risorse e sommerso dai rifiuti sarà sempre più fondamentale progettare i prodotti prevedendo sin dall’inizio un loro riutilizzo, una “seconda vita”.

Il modello dell’economia circolare non è solo più sostenibile dal punto di vista ambientale ma anche vantaggioso dal punto di vista economico: secondo alcune stime promette, solo nel mercato dei prodotti di largo consumo, 700 miliardi di dollari all’anno di risparmi.

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